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Vivere in Scozia Consigli ed esperienze per lavorare, studiare e vivere in Scozia

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Vecchio 23-08-11, 01:00   #21 (permalink)
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Già c'è un solo problema... che oggigiorno gli italiani se ne vanno e poi tornano a casa perchè prendere gli schiaffoni all'estero fa male. Io sono vissuta in 4 paesi all'estero (USA, Francia, Nuova Zelanda e UK) e tutti difendono gli autoctoni. Però..io non sono più giovane quindi non entro in merito alla cosa... ma se quel 28% che è disoccupato si ribellasse invece di andare via o contare su mamma e papà tutto il tempo?
Se vai all'estero, sfrutti le battaglie combattute da altri (quelli del posto), perchè i privilegi sono stati ottenuti con proteste e rivolte che hanno combattuto altri e non noi, e questo a loro non gli tornerà mai. Francamente tornava poco anche a me vedere cinesi e marocchini che prendevano tutti i vantaggi che gli italiani hanno ottenuto con scioperi e manifestazioni tra gli anni 70 e 80. Non guardare che siamo tornati indietro invece di andare avanti, ma tutto ciò è sempre meglio di un malgoverno cinese o marocchino.
Io mi sono impuntata per anni su alcune cose, come la coscienza civile, ma invece di ricevere apprezzamenti alla fine ti prendi di rivoluzionaria comunista anche se tra un pò manco so cosa comunista vuol dire (quando è caduto il muro ero appena una ragazzina!).
Tu dici di voler dare un futuro a tuo figlio e non sei l'unico (ho ricevuto anche messaggi e email da persone nelle tue stesse condizioni) ma non so se fare l'emigrante all'estero è dargli un futuro, spesso non lo è.

Comunque, lo sfogo è benvenuto e sono contenta che comunque ci siano, adesso, tante persone che sono stufe di un sistema assurdo come è diventato nel Bel Paese (Bel?? )

@Felden Il SNP non farà un'emerita acca perchè la Scozia con le sue gambine non va da nessuna parte. La maggior parte degli introiti è data dall'agricoltura e i pozzi petroliferi nel Mare del Nord fanno troppa gola al governo di Londra per permettere alla Scozia di staccarsi. Quindi se il Regno Unito rompe i cosiddetti prevedo che prima o poi le tuition fees torneranno a pagamento come in Inghilterra. E dato che laggiù sono state portate a 9000 sterline l'anno, penso che gli scozzesi che potranno avere una laurea in futuro saranno veramente pochi
Merlin io purtroppo non appartengo alla categoria protetta di quelli che stanno sotto la sottana di mammà. Sono andato via di casa a 19 anni, sono andato a Torino, poi a Bologna. Mia madre nel frattempo è morta, i genitori di mia moglie di lei non vogliono sapere e ho solo mio padre che attualmente vive a 50 km da casa nostra.
Parentesi politica. Ho fatto tanto per questo paese, credimi. Tra politica, ideali giusto o sbagliati che fossero, ho creduto in qualcosa e ai tempi in cui nessuno parlava di Tobin Tax l'ho portata avanti insieme all'attuale portavoce del social forum di Porto Alegre. 15 anni fa, ero un ragazzino, vero, ma sapevo già cosa volevo.
Adesso però a 30 anni è arrivato il momento di pensare a mio figlio. E la penso in modo diverso. Probabilmente siamo io e mia moglie che mettiamo in gioco il nostro futuro, lui sicuramente sarà più integrato, ha un anno e mezzo (diverso sarebbe stato se avesse avuto 8 anni).
Leggo ogni tanto nei tuoi interventi (li seguo con interesse) un certo rancore o comunque sottobosco di incazzatura verso gli italiani all'estero, come se tu in primis non ne volessi (non sarebbe questa la prima testimonianza di tale sindrome, d'altronde chiedi ai meridionali del nord se vogliono i meridionali al nord).

Al di là di questo, comunque, intendevo fare un'altra domanda. Molti mi stanno mettendo confusione in testa e io, anche se la richiesta è un po' stupida, vorrei un modus operandi da seguire appena sceso dall'aereo.
Esempio:

cerco casa, lavoro, faccio national insurance, cosa per prima?

Mi hanno detto che senza lavoro non ti danno una casa e senza casa non ti danno un national insurance.
La cosa mi appare un po' confusa, qualcuno che vive in Scozia mi ha detto che comunque affittano, dai una caparra, paghi la mensilità e poi cerchi lavoro.

Partendo dal presupposto che mia moglie fino al 2013 saremo sotto cassa integrazione italiana (che preferiremmo non lasciare fino a un contratto di lavoro di durata decente) chiedo quale sia la prassi, cosa mi consigliate di fare.

Io salirò da solo all'inizio, chiaro.
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Vecchio 23-08-11, 01:02   #22 (permalink)
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Già c'è un solo problema... che oggigiorno gli italiani se ne vanno e poi tornano a casa perchè prendere gli schiaffoni all'estero fa male. Io sono vissuta in 4 paesi all'estero (USA, Francia, Nuova Zelanda e UK) e tutti difendono gli autoctoni. Però..io non sono più giovane quindi non entro in merito alla cosa... ma se quel 28% che è disoccupato si ribellasse invece di andare via o contare su mamma e papà tutto il tempo?
Se vai all'estero, sfrutti le battaglie combattute da altri (quelli del posto), perchè i privilegi sono stati ottenuti con proteste e rivolte che hanno combattuto altri e non noi, e questo a loro non gli tornerà mai. Francamente tornava poco anche a me vedere cinesi e marocchini che prendevano tutti i vantaggi che gli italiani hanno ottenuto con scioperi e manifestazioni tra gli anni 70 e 80. Non guardare che siamo tornati indietro invece di andare avanti, ma tutto ciò è sempre meglio di un malgoverno cinese o marocchino.
Io mi sono impuntata per anni su alcune cose, come la coscienza civile, ma invece di ricevere apprezzamenti alla fine ti prendi di rivoluzionaria comunista anche se tra un pò manco so cosa comunista vuol dire (quando è caduto il muro ero appena una ragazzina!).
Tu dici di voler dare un futuro a tuo figlio e non sei l'unico (ho ricevuto anche messaggi e email da persone nelle tue stesse condizioni) ma non so se fare l'emigrante all'estero è dargli un futuro, spesso non lo è.

Comunque, lo sfogo è benvenuto e sono contenta che comunque ci siano, adesso, tante persone che sono stufe di un sistema assurdo come è diventato nel Bel Paese (Bel?? )

@Felden Il SNP non farà un'emerita acca perchè la Scozia con le sue gambine non va da nessuna parte. La maggior parte degli introiti è data dall'agricoltura e i pozzi petroliferi nel Mare del Nord fanno troppa gola al governo di Londra per permettere alla Scozia di staccarsi. Quindi se il Regno Unito rompe i cosiddetti prevedo che prima o poi le tuition fees torneranno a pagamento come in Inghilterra. E dato che laggiù sono state portate a 9000 sterline l'anno, penso che gli scozzesi che potranno avere una laurea in futuro saranno veramente pochi
Merlin io purtroppo non appartengo alla categoria protetta di quelli che stanno sotto la sottana di mammà. Sono andato via di casa a 19 anni, sono andato a Torino, poi a Bologna. Mia madre nel frattempo è morta, i genitori di mia moglie di lei non ne vogliono sapere e ho solo mio padre che attualmente vive a 50 km da casa nostra.
Parentesi politica. Ho fatto tanto per questo paese, credimi. Tra politica, ideali giusti o sbagliati che fossero, ho creduto in qualcosa e ai tempi in cui nessuno parlava di Tobin Tax l'ho portata avanti insieme all'attuale portavoce del social forum di Porto Alegre. 15 anni fa, ero un ragazzino, vero, ma sapevo già cosa volevo.
Adesso però a 30 anni è arrivato il momento di pensare a mio figlio. E la penso in modo diverso. Probabilmente siamo io e mia moglie che mettiamo in gioco il nostro futuro, lui sicuramente sarà più integrato, ha un anno e mezzo (diverso sarebbe stato se avesse avuto 8 anni).
Leggo ogni tanto nei tuoi interventi (li seguo con interesse) un certo rancore o comunque sottobosco di incazzatura verso gli italiani all'estero, come se tu in primis non ne volessi (non sarebbe questa la prima testimonianza di tale sindrome, d'altronde chiedi ai meridionali del nord se vogliono i meridionali al nord).

Al di là di questo, comunque, intendevo fare un'altra domanda. Molti mi stanno mettendo confusione in testa e io, anche se la richiesta è un po' stupida, vorrei un modus operandi da seguire appena sceso dall'aereo.
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cerco casa, lavoro, faccio national insurance, cosa per prima?

Mi hanno detto che senza lavoro non ti danno una casa e senza casa non ti danno un national insurance.
La cosa mi appare un po' confusa, qualcuno che vive in Scozia mi ha detto che comunque affittano, dai una caparra, paghi la mensilità e poi cerchi lavoro.

Partendo dal presupposto che mia moglie fino al 2013 saremo sotto cassa integrazione italiana (che preferiremmo non lasciare fino a un contratto di lavoro di durata decente) chiedo quale sia la prassi, cosa mi consigliate di fare.

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Vecchio 23-08-11, 02:14   #23 (permalink)
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cerco casa, lavoro, faccio national insurance, cosa per prima?

Mi hanno detto che senza lavoro non ti danno una casa e senza casa non ti danno un national insurance.
La cosa mi appare un po' confusa, qualcuno che vive in Scozia mi ha detto che comunque affittano, dai una caparra, paghi la mensilità e poi cerchi lavoro.
Io prenoterei un ostello, cercherei casa, aprirei un conto in banca, farei il NIN e nel frattempo cmq cercherei gia da subito un lavoro.
__________________
"May the road rise up
to meet you.
May the wind be always
at your back.
May the sun shine warm
upon your face.
May the rain fall soft
upon your field.
And until we meet again,
may god hold you in the palm of his hand."
A Celtic blessing
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Vecchio 23-08-11, 05:39   #24 (permalink)
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Io prenoterei un ostello, cercherei casa, aprirei un conto in banca, farei il NIN e nel frattempo cmq cercherei gia da subito un lavoro.
Grazie Sara!, quindi implicitamente hai risposto. Non c'è bisogno di avere un lavoro per prendere casa, contrariamente a quanto accade qui dove senza busta paga non si può prendere niente.
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Vecchio 23-08-11, 10:10   #25 (permalink)
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Leggo ogni tanto nei tuoi interventi (li seguo con interesse) un certo rancore o comunque sottobosco di incazzatura verso gli italiani all'estero, come se tu in primis non ne volessi (non sarebbe questa la prima testimonianza di tale sindrome, d'altronde chiedi ai meridionali del nord se vogliono i meridionali al nord).

Al di là di questo, comunque, intendevo fare un'altra domanda. Molti mi stanno mettendo confusione in testa e io, anche se la richiesta è un po' stupida, vorrei un modus operandi da seguire appena sceso dall'aereo.
Esempio:

cerco casa, lavoro, faccio national insurance, cosa per prima?

Mi hanno detto che senza lavoro non ti danno una casa e senza casa non ti danno un national insurance.
La cosa mi appare un po' confusa, qualcuno che vive in Scozia mi ha detto che comunque affittano, dai una caparra, paghi la mensilità e poi cerchi lavoro.
Allora per la seconda parte ti ha già risposto Sara in maniera precisa
Per la parte degli italiani all'estero, non ho mai nascosto la mia intolleranza ma semplicemente perchè non la capisco. Non perchè non li voglio quassù, (cosa che comunque non dipende da me!) ma perchè trasportano certi atteggiamenti italiani che mi davano fastidio nè più nè meno anche in Italia. Solo che all'estero bisognerebbe adattarsi al paese in cui si va a vivere e non viceversa.
Mi spiego meglio. Ci lamentiamo che i vari pakistani o cinesi non si vogliono integrare con noi sul suolo italiano e poi gli stessi italiani all'estero non lo fanno quando sono fuori dei confini. E questo mi fa arrabbiare.
Francamente io evito di parlare italiano se non con la mia famiglia e non cerco, come tanti miei connazionali, di fare gruppo con persone della mia stessa nazionalità. Che senso ha venire qua e vanificare tutto (imparare la lingua, e rendere utile l'esperienza di vita e lavorativa) ricreando lo stesso ambiente che avevi a casa tua?
Io son sincera, degli italiani che ho conosciuto a Edimburgo nessuno aveva amici scozzesi (dopo anni). Ora dico, sarà mai possibile? Anche sul posto di lavoro è impossibile non socializzare con qualcuno!
E non ti aspettare una mano da un tuo connazionale, perchè ricordati che... hanno sempre qualcosa di più importante da fare.
Comunque grazie per le cordiali parole e per seguirmi su FB Se posso aiutarti in qualcosa chiedi pure!
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Vecchio 23-08-11, 12:00   #26 (permalink)
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Allora per la seconda parte ti ha già risposto Sara in maniera precisa
Per la parte degli italiani all'estero, non ho mai nascosto la mia intolleranza ma semplicemente perchè non la capisco. Non perchè non li voglio quassù, (cosa che comunque non dipende da me!) ma perchè trasportano certi atteggiamenti italiani che mi davano fastidio nè più nè meno anche in Italia. Solo che all'estero bisognerebbe adattarsi al paese in cui si va a vivere e non viceversa.
Mi spiego meglio. Ci lamentiamo che i vari pakistani o cinesi non si vogliono integrare con noi sul suolo italiano e poi gli stessi italiani all'estero non lo fanno quando sono fuori dei confini. E questo mi fa arrabbiare.
Francamente io evito di parlare italiano se non con la mia famiglia e non cerco, come tanti miei connazionali, di fare gruppo con persone della mia stessa nazionalità. Che senso ha venire qua e vanificare tutto (imparare la lingua, e rendere utile l'esperienza di vita e lavorativa) ricreando lo stesso ambiente che avevi a casa tua?
Io son sincera, degli italiani che ho conosciuto a Edimburgo nessuno aveva amici scozzesi (dopo anni). Ora dico, sarà mai possibile? Anche sul posto di lavoro è impossibile non socializzare con qualcuno!
E non ti aspettare una mano da un tuo connazionale, perchè ricordati che... hanno sempre qualcosa di più importante da fare.
Comunque grazie per le cordiali parole e per seguirmi su FB Se posso aiutarti in qualcosa chiedi pure!
Ti ho "punto" sulla discussione perché è esattamente ciò che penso io. Mi capita di avere amicizie con persone che sono andate a vivere a Londra. Be', passa un mese, due, tre, ma poi li ritrovi tutti dentro le foto. Poi però se vai ad analizzare il Mediterraneo capisci come quasi tutte le popolazioni intorno al mare caldo facciano comunità, dai tunisini ai marocchini passando per gli italiani arrivando agli spagnoli.
Sono contento di scoprire che non è solo una mia impressione l'aver pensato che molti siano partiti sapendo più inglese di quello che si sono poi riportati dietro.
Per i modi di fare italiani, be', sfondi un'altra porta aperta.
Dopo aver vissuto tra Bologna e Torino sono diventato intollerante con il posto che mi ha dato i natali. Pochi chilometri più su, massimo 700 contando Torino, ma un mondo differente. Basti pensare all'utilizzo delle strisce pedonali. Dalle mie parti, a Frosinone, servono solo per prendere meglio la mira. Nessuno si ferma o fanno di tutto per scartare. O macchine parcheggiate davanti ai portoni ad altezza strada. E tutto fatto all'acqua di rose.
Per concludere, anche a Bologna e Torino molti italiani provenienti dalla stessa zona facevano comunella. I calabresi stavano spesso con i calabresi e così i siciliani o i pugliesi.
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Vecchio 23-08-11, 12:35   #27 (permalink)
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C'è una crisi? Contiamo sul fatto che gli italiani prendono e vanno via.
Qualche dato statistico.
La Scozia ha una disoccupazione giovanile pare al 7,8%, percentuale alta e sicuramente preoccupante.
L'Italia ha una disoccupazione giovanile al 28% e questo con crescita zero vuol dire molto.
Scusate lo sfogo.

Youth unemployment soars 89% in Scotland during downturn

The number of young people claiming jobseeker's allowance has more than doubled in some parts of Scotland

LONG-TERM youth unemployment rose again in Scotland last month. The number of 18- to 24-year-olds who have languished on the dole for six months or longer rose to 6700 - up 400 compared with February.



Youth unemployment increasing in two-thirds of Scotland’s local authorities

August 11th 2010



Se si vogliono leggere, e credere, solo nei dati che ci confortano nella scelta fatta!

Good luck
Felden non è in linea  
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Vecchio 23-08-11, 12:43   #28 (permalink)
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@Felden Il SNP non farà un'emerita acca perchè la Scozia con le sue gambine non va da nessuna parte. La maggior parte degli introiti è data dall'agricoltura e i pozzi petroliferi nel Mare del Nord fanno troppa gola al governo di Londra per permettere alla Scozia di staccarsi. Quindi se il Regno Unito rompe i cosiddetti prevedo che prima o poi le tuition fees torneranno a pagamento come in Inghilterra. E dato che laggiù sono state portate a 9000 sterline l'anno, penso che gli scozzesi che potranno avere una laurea in futuro saranno veramente pochi

Dell'Italia ... lo dico a malincuore... non mi occupo più!


Sul futuro della Scozia ho postato un articolo provocatorio in un'altra sez del sito.

Una visione strategica per il futuro è essenziale. Se c'è indeterminatezza specialmente in un momento di crisi, cioè in un momento di mezzi scarsi per gestire le scelte cruciali può essere un disastro.

Per quanto reputo mediodcre e meschina la politica italiana, il maggior pericolo lo vedo nella forza attuale di una forza politica anti-Stato come la Lega Nord. Essa vincola ogni decisione al SUO progetto (quale?) disinteressandosi del bene di TUTTO il Paese.
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Vecchio 23-08-11, 13:42   #29 (permalink)
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Be' dicono che la disoccupazione giovanile è aumentata dell'89%, la crisi c'è anche lì. Il dato che ho postato io resta tale.
In Italia è del 28%, in Scozia è quasi raddoppiato dai tempi in cui la disoccupazione probabilmente era intorno al 4%. C'è anche da dire, e questo vale sia per l'Italia che per la Scozia, che un tempo si usciva di casa a vent'anni per lavorare oggi molti restano in casa fino a 25 e tanti senza fare una benemerita s**a.
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Vecchio 23-08-11, 14:32   #30 (permalink)
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Sono contento di scoprire che non è solo una mia impressione l'aver pensato che molti siano partiti sapendo più inglese di quello che si sono poi riportati dietro.
Lo so, è un paradosso. E come dici tu riguarda anche altre nazionalità. Ad Edimburgo c'è un plotone di spagnoli. Puoi scommettere anche 1000 euro che ne troverai pochi che dopo 2 anni parlano l'inglese decentemente. Mi sembra una scemenza assurda perchè se a sto punto devi fare un migliaio o due di km per lavorare come camerierie e tornare a casa senza sapere la lingua... mi sembra giusto una perdita di tempo. Comunque, contenta di sapere che non è solo una mia impressione perchè vivo all'estero
Per il resto, la cafonaggine è una cosa che ho sempre detestato e come dici tu si arriva al culmine in certi atteggiamenti a dir poco assurdi, come chi accellera prima delle strisce Il peggio sai cos'è... è che invece che adeguarsi al resto, molti italiani arrivano qui e se la portano dietro.
Poi ci si lamenta che gli italiani all'estero hanno una brutta reputazione

@Felden, ho letto l'articolo ma.. sembra più la Scozia vista da occhi italiani che la verità vista dagli scozzesi. Non ho commentato però, perchè per quanto mi senta sulla via di diventare scozzese di fatto, non sono ancora bene informata sui fatti
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